Con il Secondo Livello l'Allievo riesce a condurre una barca a vela , sempre con l'aiuto dell'Istruttore , ma inizia ad avere di una vela autonoma , e fattore importante , inizia ad effettuare Lui le manovre , specialmente nella manovra d'ormeggio in porto .Durante la seconda parte del corso vengono effettuate delle manovre con l'ausilio dell'ancora per ormeggiare . Richiedi informazioni
Corso Base secondo livello
Durata corso - 2 w.e
Imbarco venerdì sera e sbarco Domenica sera
Sempre a Marina del Fezzano
Costo 200 € escluso cambusa
Suddivisione del corso
Sabato mattina
Lezione teorica a bordo
Argomenti
- Nomenclatura della barca
- Attrezzatura coperta e utilizzo delle manovre correnti
- Manovre fisse
- Le vele
- Tangone , spi e circuiti
- Regolazione delle vele
Sabato Pomeriggio
uscita in Barca
- Issare le vele
- Suddivisione ruoli a bordo
- Rotazione dei ruoli
- Timoniere e Suoi compiti
- Manovre- Virate , strambate , recupero uomo a mare
- Andature - Bolina , traverso , lasco , G.lasco , poppa , farfalla
- Andatura d cappa
- Entrata in porto a motore
- Rassetto barca
- Le vele
- Cambi di vele
- Manovre
- Uso dell'ancora
- Manovre in porto
- Ruoli a girare
Domenica sera sbarco
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La Rosa dei Venti

La rappresentazione grafica della direzione del vento, nella forma classica che risale all’epoca delle Repubbliche marinare e all’introduzione della bussola, è data dalla Rosa dei venti che è costituita da un cerchio, suddiviso in gradi, che circoscrive una stella a sedici (a volte 32) punte sovrapposte le une alle altre come i petali di una rosa; al centro del cerchio s’immagina ci sia l’osservatore mentre le punte della stella indicano la direzione dei venti principali e la loro distanza angolare dal nord geografico.
Le prime notizie sulla rosa dei venti risalgono ai poemi omerici; per i Greci, le prime rose dei venti usate avevano quattro punte corrispondenti ai quattro punti cardinali che poi aumentarono ad otto quanti sono i venti principali.
Prima Aristotele e poi Plinio nella sua Naturalis historia, individuarono una rosa di dodici venti, ma nell’uso comune i Romani ne adottarono una di otto venti: Nord (settentrione), Nord-Est (aquilone o borea) Est (subsolano) Sud-Est (volturno o euro) Sud (austro o noto), Sud-Ovest (africo) Ovest (favonio o zefiro), Nord-Ovest (chorus o maestro).
La rosa a sedici venti comparve all’inizio del Medioevo dopo l’introduzione della bussola.
Secondo alcuni furono gli Amalfitani a coniugare la bussola con la rosa dei venti, diffondendola poi nei Paesi vicini; secondo altre versioni, invece, l’individuazione dei venti da riportare nella Rosa, ebbe luogo nell’isola greca di Zante, poiché proprio su quella località in vari periodi dell’anno spiravano tutti i venti conosciuti.



